ICAR
11/11/2009
Cos'è la cooperazione applicativa
Con i termini interoperabilità e cooperazione applicativa ci riferiamo ad una specifica capacità di due o più sistemi informativi connessi in rete.

E’ ovvero la capacità che essi devono avere, affinché l’applicazione, operante in ciascun sistema, sia in grado di disporre automaticamente, per le proprie finalità applicative, dei dati che sono producibili e/o acquisibili solo attraverso il processo elaborativo delle applicazioni operanti negli altri sistemi informativi.

In particolare, l‘interoperabilità attiene alla capacità di due o più sistemi informativi di scambiarsi informazioni e di attivare, a suddetto scopo, processi elaborativi nelle rispettive applicazioni.
Ciascun sistema informativo può differenziarsi in genere dall’altro per le scelte implementative (e.g. linguaggio di programmazione e formato dei dati).
In tal caso, un approccio che può garantire interoperabilità è ad esempio l’adozione di uno stesso formato di interscambio dei dati e di un protocollo di comunicazione condiviso.

La cooperazione applicativa attiene alla capacità di uno o più sistemi informativi di avvalersi, ciascuno nella propria logica applicativa, dell’interscambio automatico di informazioni con gli altri sistemi, per le proprie finalità applicative.
In altre parole, un’applicazione nel corso del suo processo elaborativo può far cosi uso di un’informazione elaborata da un’altra applicazione (e.g. un applicativo sanitario può “richiedere” i dati anagrafici al programma di anagrafe civile del comune di residenza del cittadino).
La cooperazione applicativa in rete ha luogo quando ciò avviene in modo automatico.

L’interoperabilità è quindi un prerequisito essenziale per la cooperazione applicativa.
Le soluzioni per tali scopi mirano all’integrazione di nuove funzionalità, che mantengono comunque quelle autonomamente operanti nelle applicazioni già esistenti, con il pieno riuso dei relativi sistemi informativi.
L’integrazione comporta l’attivazione di infrastrutture principalmente di tipo logico (software) per l’interoperabilità, nonché l’estensione delle funzioni dell’applicazione esistente per il trattamento dei dati oggetto di scambio con le applicazioni operanti negli altri sistemi informativi, secondo le specifiche finalità della cooperazione applicativa.
Le soluzioni per tale integrazione devono ammettere altresì l’eterogeneità delle caratteristiche tecniche e funzionali delle applicazioni già esistenti e dei relativi sistemi informativi.

Garantire l’interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i sistemi informativi delle Pubbliche Amministrazioni (PPAA), operanti a livello centrale, regionale e locale, è diventato quindi un requisito di primaria importanza al fine di realizzare il pieno ed efficace sviluppo dell’e-government.

Ciò risponde a due esigenze principali:
- integrare i processi automatizzati di back-office per l’erogazione di servizi interni (da una PA all’altra) ed esterni (dalle PPAA verso i cittadini);
- erogare servizi finali integrati in rete al cittadino in modo trasparente ed unitario.

In altre parole, l’obiettivo è garantire al cittadino la possibilità di rivolgersi ad un unico sportello (on-line) per la fruizione di un servizio, senza avere la percezione del coinvolgimento di più amministrazioni nell’erogazione del servizio richiesto, ove ciò sia necessario (secondo il modello di servizi di e-government “one-stop”).

Per far fronte a queste esigenze, le PPAA devono far evolvere i loro sistemi informativi in tale direzione, con un approccio cooperativo e tra loro condiviso.
Ciò comporta la necessità di realizzare delle infrastrutture che permettano ai sistemi ed applicazioni di e-government di interoperare, secondo le esigenze dei vari domini applicativi (ad esempio servizi anagrafici e sanitari).

L’urgenza di tali problematiche ha spinto le rappresentanze delle PPAA centrali (PAC), regionali e locali (PAL), sotto il coordinamento del CNIPA, a dar vita a dei gruppi di lavoro per la definizione di standard comuni di connettività ed interoperabilità e cooperazione applicativa in rete.
Questo sforzo congiunto ha avuto, tra gli altri risultati, la pubblicazione delle linee guida per la realizzazione del Sistema Pubblico di Connettività, per l’interconnessione sicura tra tutte le Pubbliche Amministrazioni, e la definizione dei servizi di interoperabilità e cooperazione applicativa.

Un esempio: L'Assistenza Sanitaria

A titolo di esempio si consideri la cooperazione tra le Regioni per l’assistenza sanitaria, con le modalità previste nel caso in cui la “Regione erogatrice” del servizio sanitario sia diversa dalla “Regione di origine” della persona assistita, in uno scenario in cui sono resi disponibili infrastrutture e servizi di interoperabilità e cooperazione applicativa.

In questo caso l’applicazione di cui dispone la “Regione erogatrice”, mediante il proprio sistema informativo sanitario, può richiedere il trasferimento di dati dalla corrispondente applicazione operante nel sistema informativo sanitario della “Regione di origine”.
Tali dati possono consistere nei dati anagrafici sanitari dell’assistito, necessari per il suo accesso ai servizi sanitari della “Regione erogatrice” ed includere i dati della cartella clinica.

A tal punto la prestazione sanitaria necessaria è fornita dalla “Regione erogatrice”, gestendola autonomamente nell’ambito del proprio sistema informativo. Completata l’erogazione del servizio sanitario da parte della “Regione erogatrice”, il relativo sistema informativo automaticamente ne dà notifica al corrispondente sistema informativo della “Regione d’origine”, trasferendo i dati per l’aggiornamento della cartella clinica dell’assistito, nonché i dati per l’addebitamento alla “Regione di origine” dei costi ad essa da imputare da parte della “Regione erogatrice” per la prestazione sanitaria che essa ha fornito al medesimo assistito (compensazione sanitaria).

Risulta evidente come la cooperazione applicativa possa contribuire a migliorare in modo sensibile la qualità dei servizi erogati al cittadino.

Attualmente, quando il cittadino/assistito richiede una prestazione sanitaria in una regione diversa da quella di residenza, non è possibile utilizzare tale procedura automatica, costringendo l’operatore sanitario ad immettere tutti i dati manualmente o ricavandoli da documenti che l’utente porta con sé (impegnative, referti, libretto sanitario, ecc) o richiedendoli direttamente all’interessato.
Inoltre, per alcune procedure, come la compensazione sanitaria interregionale, lo scambio di informazioni tra le Regioni coinvolte in merito alla prestazione erogata all’assistito viene in genere espletato dopo alcuni mesi, tramite l’invio di file da un sistema regionale all’altro.

Evidentemente ciò comporta una complesso lavoro di controllo a posteriori e l’impossibilità di effettuare la programmazione della spesa sanitaria sulla base della conoscenza in tempo reale della mobilità interregionale.