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ICAR: evoluzione di un modello

Nel corso degli anni novanta si è prodotto un paradosso originato dal fatto che la tecnologia è evoluta in modo intenso e disordinato producendo un flusso esponenziale di innovazioni non sempre utilizzate. Alle necessità delle organizzazioni di innovare per competere, non è corrisposta la capacità dei sistemi informativi interni di assecondare tempestivamente le esigenze espresse, determinando così un divario inverso. Si potrebbe affermare che la tecnologia e l’organizzazione abbiano proceduto ciascuna per conto proprio come fossero variabili indipendenti, tanto da determinare un “corto circuito” nel processo di innovazione e cambiamento della PA. Le amministrazioni sono state indotte ad una esemplificazione tra l’innovazione e la tecnologia, pensando che quest’ultima fosse da se sufficiente al processo d’innovazione. Ciò ha determinato perdite in termini di efficacia degli investimenti fatti, proprio, per la mancanza d’interventi d’adeguamento dell’organizzazione sottostante; oltre che alle perdite in termini finanziari per l’aver distrutto ricchezza, piuttosto che averla creata.

L’innovazione è tecnologica, ma affinché produca un impatto positivo sull’intera amministrazione è necessario che le attività svolte siano orientate alla modernizzazione dei processi e soprattutto proiettate alla soddisfazione dei bisogni dell’utenza: cittadino, imprese ed altri enti. In tal senso, le politiche di e-government, attuate nel rispetto di un […] utilizzo dell’ICT combinato al cambiamento organizzativo e all’acquisizione di nuove competenze, atti al miglioramento dei servizi erogati, dei processi democratici e delle politiche di supporto (Comissione Europea, Role of eGovernment in the Future of Europe, Buxelles, 2003) , producono un reale salto verso l’innovazione di servizio e di processo, unendo contemporaneamente gli aspetti tecnologici a quelli funzionali.

ICAR riduce questa distanza fra l’innovazione tecnologica e l’innovazione amministrativa, perché non si limita ad una mera azione di automazione dei processi esistenti, ma offre l’opportunità di intervenire sulla reingegnerizzazione dei processi e sulla ri-organizzazione dell’ente.
L’investimento che le Regioni hanno fatto attraverso ICAR, trova la sua massimizzazione nei salti di produttività e di qualità dei servizi raggiungibili attraverso le soluzioni proposte che offrono l’opportunità di supportare il change management ed incidere in modo sostanziale sulla qualità della Pubblica Amministrazione.

 In sostanza, ICAR non rappresenta solo un investimento tecnologico limitato ad automatizzare le procedure ritagliate sul modo di lavorare cartaceo; esso offre contemporaneamente ed in modo integrato soluzioni tecnologiche ed organizzative che incidono:
-sull’ottimizzazione del back office, per l’erogazione di servizi interni (da una PA all’altra) ed esterni (dalla PA verso i cittadini);
-sull’efficacia del front office, per erogare al cittadino servizi finali integrati in rete in modo trasparente ed unitario.

Molti procedimenti e compiti istituzionali, infatti, non sono frutto dell’operato di una singola amministrazione, ma vedono il concorso dell’azione di più soggetti. Situazione, questa, che si acuisce con il processo di decentramento e di delega dallo Stato centrale verso le Regioni e gli Enti locali. Per cui esistono, da un lato, procedimenti incentrati sull’amministrazione che eroga il servizio finale integrato, ossia, endoprocedimenti, nei quali più amministrazioni concorrono, con compiti diversi, al conseguimento di un risultato complessivo, spesso riconducibile ad un servizio integrato verso l’esterno della PA (sportello unico per le imprese, sportello unico per l’immigrazione, ecc). Dall’altro, procedimenti di razionalizzazione, coordinamento e controllo, in cui è individuato normativamente un soggetto vigilante e/o di regolazione, a livello centrale o regionale, mentre le funzioni amministrative sono attribuite a soggetti periferici, tipicamente enti che erogano sul territorio una stessa gamma di servizi (anagrafi, catasto, demanio, ecc).
Uno scenario istituzionale, dunque, articolato in un livello centrale e in uno territoriale/periferico in cui l’implementazione di servizi cooperativi diventa essenziale per il funzionamento stesso dell’intera macchina amministrativa, oltre che per l’aumento della produttività del lavoro, dell’efficacia del servizio tra le amministrazioni centrali decentrate (INPS, INAIL, ANAS, UTG; agenzie, ecc.) – da un lato – e le amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, ecc.) dall’altro.

 ICAR, applicando le regole del SPCoop offre una risposta tecnologica ed organizzativa che può rispondere realisticamente allo status quo della PA italiana e si orienta all’applicazione positiva del principio di sussidiarietà. In sostanza, ICAR offre, con la cooperazione applicativa, una visione di PA unitaria, in grado di garantire al cittadino la possibilità di rivolgersi ad un unico sportello (online) per la fruizione di un servizio, senza avere la percezione del coinvolgimento di più amministrazioni nell’erogazione del servizio richiesto, ove ciò sia necessario (secondo il modello di servizi di e-government “one stop”).

In particolare, ICAR - in conformità all’architettura del Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione orientata ai servizi (SOA - Service Oriented Architecture) (OASIS, Organizzazione per lo sviluppo di standard sull'informazione strutturata)  - ha realizzato l’infrastruttura di base e i relativi servizi infrastrutturali, abilitanti la cooperazione applicativa a livello interregionale:
  • porta di dominio qualificata in SPCoop, completa delle funzionalità evolute di notifica degli eventi, registro SICA secondario;
  • gestione degli strumenti di “Service level agreement” (Sla) a livello interregionale;
  • gestione di un “Sistema federato interregionale di autenticazione”;
  • oltre allo sviluppo di 7 applicativi per la sperimentazione e dimostrazione delle funzionalità dell’infrastruttura di interoperabilità e cooperazione applicativa interregionale in specifici domini applicativi, significativi e di prioritario interesse per la cooperazione interregionale:
  1. cooperazioni e compensazioni sanitarie interregionali;
  2. cooperazione tra sistemi di anagrafe;
  3. area organizzativa omogenea;
  4. lavoro e servizi per l’impiego;
  5. tassa automobilistica regionale;
  6. osservatorio interregionale sulla rete distributiva dei carburanti;
  7. sistema informativo interregionale di raccordo con CINSEDO.

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 redatto da Giovanni Damiano