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CISIS
Il dispiegamento infrastrutturale -  Aggiornamento 2010

Ad un anno di distanza dalla conclusione del progetto ICAR, quasi tutte le Regioni hanno avviato o concluso la realizzazione delle infrastrutture primarie di cooperazione. In particolare, durante quest’anno, Regione Lombardia, Regione Marche, Regione Valle D’Aosta e Provincia Autonoma di Trento hanno consolidato tale processo.

Tutti e 20 i contesti hanno recepito le specifiche definite nell’ambito del progetto ICAR, a conferma del successo della cooperazione interregionale, da questo punto di vista, quale stimolo all’accelerazione della costruzione del sistema della cooperazione applicativa presso ciascun territorio. Manca all’appello la Regione Molise, che però ha manifestato l’intenzione di allinearsi alle altre Regioni aderendo ad ICAR lo scorso anno.

 

Tab. 1 - Enti che hanno avviato o concluso la realizzazione delle infrastrutture primarie di cooperazione e dei servizi infrastrutturali di cooperazione e recepimento specifiche ICAR. Anno 2009 e 2010

ENTI

Avvio realizzazione infrastrutture primarie di cooperazione

Avvio realizzazione servizi infrastrutturali di cooperazione

Recepimento specifiche ICAR nella realizzazione delle infrastrutture di cooperazione

2009

2010

2009

2010

2010

P. A. di Bolzano

X

X

X

P. A. di Trento

X

X

X

Regione Abruzzo

X

X

X

Regione Basilicata

X

X

X

X

X

Regione Calabria

X

X

X

Regione Campania

X

X

X

X

X

Regione Emilia Romagna

X

X

X

X

X

Regione Friuli V. Giulia

X

X

X

X

X

Regione Lazio

X

X

X

X

X

Regione Liguria

X

X

X

Regione Lombardia

X

X

X

Regione Marche

X

X

X

Regione Molise

 

Regione Piemonte

X

X

X

X

X

Regione Puglia

X

X

X

Regione Sardegna

X

X

X

X

X

Regione Siciliana

X

X

X

Regione Toscana

X

X

X

X

X

Regione Umbria

X

X

X

X

X

Regione Valle d'Aosta

X

X

X

X

Regione Veneto

X

X

X

X

X

TOTALE

17

20

10

14

20

Fonte: Osservatorio ICAR plus, CISIS 2010

 

Cosa è avvenuto, in particolare, nel 2010? Le principali novità hanno riguardato la predisposizione e la messa in esercizio delle Porte di dominio regionali: 14 Regioni hanno oggi una PDD in esercizio (2 in più rispetto a sei mesi fa, in Regione Valle d’Aosta e Regione Liguria). E’ entrata a pieno regime anche l’attività di qualificazione delle Porte nel sistema SPCoop: 10 Porte di dominio hanno portato a termine con successo la procedura di qualificazione, in tre casi la procedura di qualificazione è stata avviata e sarà a breve conclusa (Provincia Autonoma di Trento, Regione Marche, Regione Piemonte).

La maggior parte delle Regioni stanno convergendo sul modello ICAR. In alcuni casi, l’adozione della soluzione ICAR è avvenuta fin dal principio della realizzazione della Porta. In altri casi si è provveduto ad un adeguamento di una soluzione già esistente a questo modello, in vista della qualificazione in SPCoop. Regione Campania, Regione Sardegna e Regione Campania hanno adottato una Porta di Dominio diversa da ICAR ma comunque aderente al modello SPCoop. In figura la rappresentazione delle Regioni con Porta di Dominio in esercizio nel 2009 e 2010, nella tavola seguente il riepilogo generale dello stato di messa in esercizio delle Porte di Dominio regionali.

 

Stato di attivazione delle Porte di dominio presso Amministrazioni regionali e Province autonome

PDD2009PDD2010

Ente

Stato di attivazione della Porta di Dominio regionale

Stato di qualificazione della Porta di Dominio regionale

Provincia Autonoma di Bolzano

-

-

Provincia Autonoma di Trento

In corso di messa in esercizio

Avviata

Regione Abruzzo

-

-

Regione Basilicata

In esercizio

Qualificata

Regione Calabria

-

-

Regione Campania

In esercizio

Qualificata

Regione Emilia Romagna

-

-

Regione Friuli Venezia Giulia

In esercizio

Qualificata

Regione Lazio

In esercizio

-

Regione Liguria

In esercizio

Qualificata

Regione Lombardia

In esercizio

Qualificata

Regione Marche

In esercizio

Avviata

Regione Molise

-

-

Regione Piemonte

In esercizio

Avviata

Regione Puglia

In esercizio

Qualificata

Regione Sardegna

In esercizio

Qualificata

Regione Siciliana

-

Qualificata

Regione Toscana

In esercizio

Qualificata

Regione Umbria

In esercizio

Qualificata

Regione Valle d'Aosta

In esercizio

-

Regione Veneto

In esercizio

Qualificata


Fonte: Osservatorio ICAR plus, CISIS 2010

 

Procede più lentamente il dispiegamento delle Porte di dominio sul territorio, presso Enti Locali, ASL o altri enti. Il coordinamento di tale attività da parte delle Amministrazioni regionali richiede un impegno significativo in termini di programmazione. Per favorire il dispiegamento, vanno individuate le giuste soluzioni gestionali ed organizzative (come verificare le esigenze dei vari soggetti, dove collocare effettivamente le porte, scegliere o meno soluzioni aggregate, da quale sottoinsieme o tipologia di enti partire, ecc). E’ poi necessario, come è avvenuto per la sperimentazione della cooperazione interregionale, definire un progetto concreto entro cui collocare il dispiegamento, ovvero dei servizi applicativi-informazioni da scambiare. A tale scopo, per avviare il dispiegamento, le Amministrazioni regionali definiscono Piani di dispiegamento che sistematizzano, in modo più o meno formalizzato, tutti questi aspetti. I piani sono spesso parte integranti dei progetti che attivano di fatto gli scambi applicativi.

Nella definizione e condivisione dei Piani di dispiegamento possono giocare un ruolo efficace le community network e i sistemi “CST-ALI”, laddove la cooperazione applicativa sia stata già posto tra i temi oggetto di discussione e decisione condivisa. Contesti di questo tipo consentono all’Amministrazione regionale di:

 

-          Condividere gli obiettivi e i benefici del dispiegamento, attraverso azioni di diffusione della cultura della cooperazione applicativa;

-          Comprendere le reali necessità/interesse degli Enti Locali o di altri soggetti verso la dotazione o la fruizione di una Porta di dominio;

-          Condividere la scelta dei servizi applicativi da cui partire;

-          Redigere il Piano di dispiegamento allegato ad un Piano costi per la messa in esercizio nelle modalità individuate, stante le specifiche caratteristiche di ciascun soggetto.

 

La tavola seguente descrive lo stato dell’arte del dispiegamento delle Porte di dominio sul territorio presso gli enti che hanno definito o avviato un progetto di dispiegamento. In particolare, ha avviato il dispiegamento in questi ultimi mesi la Regione Lombardia, che ha attivato la Porta di dominio presso i 23 Comuni aderenti al progetto S.I.G.I.T. E ALI-S.I.G.I.T. come forma di sperimentazione (è possibile approfondire consultando il dossier regionale Lombardia ICAR plus disponibile su questo sito che dedica a questo tema il caso studio regionale). Hanno predisposto negli scorsi mesi Piani di dispiegamento, individuando un progetto pilota, la Regione Basilicata (che prevede il dispiegamento di 131 porte di dominio presso i Comuni nell’ambito del progetto sulla circolarità anagrafica) e la Regione Valle d’Aosta che ne ha definito le modalità ma ancora non ha individuato i servizi applicativi da cui partire.

 

Enti che hanno predisposto un Piano di dispiegamento delle PDD sul territorio. Numero porte distribuite per tipologia di ente, progetto di riferimento

Ente

Porte di dominio distribuite presso le varie tipologie di ente

Progetto Pilota

Regione Basilicata

(*)

BAS-ANAG*

Regione Campania

24 (ASL)

CUPreg

Regione Friuli Venezia Giulia

21 (Comuni), 5 (altri enti)

Interprana

Regione Lombardia

23 (Comuni)

S.I.G.I.T – ALI-S.I.G.I.T

Regione Puglia

46 (Comuni)

Scatel

Regione Sardegna

(**)

Comunas

Regione Toscana

Tutti gli enti del territorio attraverso il CART (infrastruttura di cooperazione)

vari

Regione Umbria

92 (Comuni), 1 (Arpa)

vari

Regione Valle D’Aosta

(***)

Da individuare

 

 

 


* Il Piano prevede la distribuzione delle Porte di Dominio presso 131 Comuni entro 6 mesi
** Il Piano prevede la distribuzione delle Porte di Dominio presso i Comuni entro novembre 2010
*** Il Piano prevede la distribuzione delle Porte di Dominio presso la USL, il Comune di Aosta e altri enti sul territorio

Fonte: Osservatorio ICAR plus, CISIS 2010

 

 

Quanto agli aspetti organizzativi del dispiegamento, le Regioni prevedono modelli diversi a seconda delle decisioni prese rispetto al ruolo assunto dal centro tecnico regionale e delle scelte compiute in merito al livello di decentramento delle installazioni locali. Prevalgono modelli misti, come nel caso della Regione Umbria: alcune porte sono installate localmente presso la singola amministrazione, altre dispiegate virtualmente presso server ospitati nel centro tecnico regionale. La Regione Lombardia ha previsto strade diverse a seconda che l’ente locale abbia già una propria Porta di dominio (possibilità per gli EELL di utilizzare le funzionalità di routing interregionale e di interazione event-driven a disposizione nel SIR) o voglia attivarne una ex novo (a disposizione degli enti locali un "kit di integrazione per la Cooperazione Applicativa”, consistente in una porta di dominio ICAR-SPCooP compliant e della relativa documentazione a supporto dell’integrazione,  installata nel sistema informativo dell’ente). Per gli enti locali che non intendano dotarsi di una propria Porta di dominio la Regione ne metterà a disposizione una dispiegata nell’infrastruttura dell’ente. La Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato un sistema composto da un impianto centralizzato (Portale Cittadino, infrastruttura moduli standard cooperazione applicativa, infrastruttura per consentire accesso a rete RUPAR ad enti diversi dagli EELL) e installazioni locali (Portale dell’operatore, infrastruttura di cooperazione applicativa presso gli enti).

 

Le aspettative manifestate a fine 2009 circa l’intenzione di dotarsi di registro SICA secondario (previsto in 10 contesti regionali) e implementare la gestione degli SLA (prevista in 16 contesti) non hanno prodotto avanzamenti in questa fase. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, tutte le Regioni sono orientate ad adottare la soluzione ICAR.

 

Relativamente alle singole componenti infrastrutturali adottate, il riepilogo in allegato mostra le novità (il riquadro 2010 riguarda componenti implementate nel corso degli ultimi 6 mesi). E’ entrato in esercizio il Gestore eventi in 2 nuove regioni, Regione Valle D’Aosta e Regione Liguria (ora sono in totale 13), mentre 11 regioni hanno in esercizio il Registro dei servizi, due in più rispetto al 2009 (Regione Lombardia e Provincia Trento). Sei regioni adottano la soluzione ICAR, 4 regioni intendono farlo in futuro.

- Riepilogo -

Sono 18 (una in più dello scorso anno) le Regioni che intendono realizzare la Gestione delle Identità Digitali Federate, in 10 casi attraverso l’adozione della realizzazione ICAR. Il sistema è già realizzato in Emilia Romagna e Toscana, in corso di aggiornamento presso la Regione Campania, in corso di realizzazione presso la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Valle D’Aosta. FedERa è il progetto che in Emilia Romagna si pone l’obiettivo di garantire la circolarità dell’autenticazione tra gli enti, permettendo a cittadini ed operatori della CN-ER di utilizzare una sola credenziale per accedere ai servizi on line disponibili sul territorio. Il progetto ARPA, sull’infrastruttura CART e a servizio della RTRT, costruisce l’identità federata sul territorio della Regione Toscana, federando le identità tra i diversi soggetti che offrono servizi. In Campania è il progetto SPICCA che ha consentito di individuare la soluzione per creare la federazione degli enti al fine di erogare in sicurezza i servizi presso la comunità regionale.

 

Per quanto riguarda la messa in atto di concreti scambi applicativi basati sulla definizione di Accordi di servizio, ad oggi hanno realizzato accordi di servizio 8 Regioni, ma solo la Toscana in numero ampio e integrato nelle attività di più settori. Un grosso passo in avanti è stato operato dalla regione Umbria che ha formalizzato un primo accordo di servizio ma ne ha messi in “cantiere” 78. Tra le altre Amministrazioni, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Basilicata hanno formalizzato più di un accordo di servizio, indirizzandosi su una strada che va oltre la dimensione unicamente sperimentale.