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CISIS
Il dispiegamento infrastrutturale -  Aggiornamento 2010 

L’Osservatorio ICAR plus ha condotto, nel corso del 2010, due rilevazioni con l’obiettivo di tenere costantemente aggiornato il quadro sullo stato di dispiegamento delle infrastrutture di cooperazione presso le Regioni. Le principali novità del 2010 hanno riguardato la predisposizione e la messa in esercizio delle Porte di dominio regionali: se nel primo semestre del 2010 14 Regioni avevano una porta di dominio in esercizio (2 in più rispetto al 2009), a fine anno sono 19 le Regioni che hanno posto in esercizio la principale componente dell’infrastruttura di cooperazione. E’ entrata a pieno regime anche l’attività di qualificazione delle Porte nel sistema SPCoop: 13 Porte di dominio hanno portato a termine con successo la procedura di qualificazione (3 in più rispetto al primo semestre 2010 e 8 in più rispetto al 2009). In tre casi la procedura di qualificazione è stata avviata e sarà a breve conclusa (Provincia Autonoma di Trento, Regione Calabria, Regione Emilia-Romagna). Relativamente alle altre componenti infrastrutturali adottate, è entrato in esercizio il Gestore eventi in 3 nuove regioni nel corso del 2010 (ora sono in totale 14), 14 regioni hanno in esercizio il Registro dei servizi, tre in più rispetto al 2009.

In figura la rappresentazione delle Regioni con Porta di Dominio in esercizio nel 2009 e 2010, nella tavola seguente il riepilogo generale dello stato di messa in esercizio delle principali componenti della cooperazione applicativa presso le Regioni.

Regioni con porta di dominio regionale in esercizio nel 2009 e nel 2010

PdD2009-2010.JPG

Fonte: Indagine Osservatorio ICAR plus, CISIS 2010

Stato di attivazione delle principali componenti dell’infrastruttura di cooperazione applicativa presso Regioni e Province Autonome 

Ente

Stato di attivazione della Porta di Dominio regionale

Stato di attivazione del Registro dei servizi

Stato di attivazione del Gestore Eventi

Regione Abruzzo

attivazione programmata

-

-

Regione Basilicata

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Calabria

in esercizio, in corso di qualificazione

-

-

Regione Campania

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Emilia Romagna

in esercizio, in corso di qualificazione

in esercizio

in esercizio

Regione Friuli Venezia Giulia

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Lazio

in esercizio

in esercizio

-

Regione Liguria

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Lombardia

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Marche

in esercizio, qualificata

-

in esercizio

Regione Molise

attivazione programmata

-

-

Regione Piemonte

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Provincia Aut. di Bolzano

in esercizio

-

-

Provincia AuT. di Trento

in esercizio, in corso di qualificazione

in esercizio

in esercizio

Regione Puglia

in esercizio, qualificata

-

in esercizio

Regione Sardegna

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Siciliana

in esercizio, qualificata

-

-

Regione Toscana

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Umbria

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Regione Valle d'Aosta

in esercizio

in esercizio

-

Regione Veneto

in esercizio, qualificata

in esercizio

in esercizio

Nota: la Porta di dominio è l’elemento tecnologico base della cooperazione che consente gli scambi applicativi tra domini amministrativi; il Registro dei servizi è attivato per la gestione della cooperazione per richiesta di servizio; il Gestore degli Eventi per la gestione della cooperazione per eventi.

Fonte: Indagine Osservatorio ICAR plus, CISIS 2010

E’ stato avviato con convinzione da molte Regioni il dispiegamento delle Porte di dominio sul territorio, presso Enti Locali, ASL o altri enti. Per favorire il pieno ingresso di tali soggetti nel sistema regionale e nazionale di cooperazione, vanno individuate le giuste soluzioni gestionali ed organizzative e, come è avvenuto per la sperimentazione della cooperazione interregionale, è necessario definire un progetto concreto entro cui collocare il dispiegamento, ovvero dei servizi applicativi-informazioni da scambiare. A tale scopo, le Amministrazioni regionali definiscono Piani di dispiegamento che sistematizzano, in modo più o meno formalizzato, gli aspetti organizzativi, economici e tecnici. I piani sono spesso parte integranti dei progetti che attivano di fatto gli scambi applicativi. Nella definizione e condivisione dei Piani di dispiegamento possono giocare un ruolo efficace le community network e i sistemi “CST-ALI”, laddove la cooperazione applicativa sia stata già posto tra i temi oggetto di discussione e decisione condivisa. Contesti di questo tipo consentono all’Amministrazione regionale di:
- Condividere gli obiettivi e i benefici del dispiegamento, attraverso azioni di diffusione della cultura della cooperazione applicativa;
- Comprendere le reali necessità/interesse degli Enti Locali o di altri soggetti verso la dotazione o la fruizione di una Porta di dominio;
- Condividere la scelta dei servizi applicativi da cui partire;
- Redigere il Piano di dispiegamento allegato ad un Piano costi per la messa in esercizio nelle modalità individuate, stante le specifiche caratteristiche di ciascun soggetto.

La tavola seguente descrive lo stato dell’arte del dispiegamento delle Porte di dominio sul territorio da parte delle Amministrazioni regionali.
In particolare, hanno avviato il dispiegamento sul territorio 8 Regioni, tra quelle che non lo hanno ancora avviato 5 hanno predisposto un Piano di dispiegamento e in due casi il Piano è in corso di definizione.

Enti che hanno predisposto avviato il dispiegamento delle Porte Di Dominio (PDD) sul territorio. Numero porte distribuite per tipologia di ente, progetto di riferimento

 

Dispiegamento PDD sul territorio

Esistenza piano dispiegamento PDD sul territorio

Progetto pilota del dispiegamento

PDD dispiegate sul territorio

Enti presso cui è avviato/in avvio il dispiegamento

Abruzzo

no

no

-

0

-

Basilicata

no

si

BAS Anag

0

Enti Locali

Calabria

no

no

-

0

-

Campania

si

no

CuRep; Avviso e-gov Comuni

24

ASL; Enti Locali

Emilia Romagna

no

si

ICAR-ER

0

Enti connessi alla Rete Lepida

Friuli Venezia Giulia

si

si

Interprana

29

ASL; Comuni

Lazio

no

no

-

0

-

Liguria

no

si

-

0

Enti Locali

Lombardia

si

si

S.I.G.I.T ALI-S.I.G.I.T.

2*

Enti Locali

Marche

no

no

-

0

-

Molise

no

no

-

0

-

Piemonte

no

no

-

0

-

P.A.. Bolzano

si

si

-

2

Consorzio dei Comuni

P.A. Trento

no

si

Scelt

0

Comuni

Puglia

si

si

SCATEL

46

Enti Locali

Sardegna

no

si

Comunas

0

Comuni

Sicilia

no

in corso di definizione

-

0

-

Toscana

si

non necessario

RTRT

130

Enti connessi al CART**

Umbria

si

si

Vari

94

Comuni; altro

Valle d'Aosta

no

in corso di definizione

-

0

-

Veneto

si

no

Dispiegamento dietro richiesta

57

ASL; Enti Locali; altro


* le due porte di dominio attivate nel corso della sperimentazione sono al servizio di 23 Comuni
** le porte fisicamente dispiegate sono 130, ma tutti gli enti del CART (infrastruttura regionale di cooperazione applicativa) possono cooperare all’interno del sistema.

Fonte: Indagine Osservatorio ICAR plus, CISIS 2010

 

Quanto agli aspetti organizzativi del dispiegamento, le Regioni prevedono modelli diversi a seconda delle decisioni prese rispetto al ruolo assunto dal centro tecnico regionale e delle scelte compiute in merito al livello di decentramento delle installazioni locali. Prevalgono modelli misti, come nel caso della Regione Umbria: alcune porte sono installate localmente presso la singola amministrazione, altre dispiegate virtualmente presso server ospitati nel centro tecnico regionale. La Regione Lombardia ha previsto strade diverse a seconda che l’ente locale abbia già una propria Porta di dominio (possibilità per gli EELL di utilizzare le funzionalità di routing interregionale e di interazione event-driven a disposizione nel SIR) o voglia attivarne una ex novo (a disposizione degli enti locali un "kit di integrazione per la Cooperazione Applicativa”, consistente in una porta di dominio ICAR-SPCooP compliant e della relativa documentazione a supporto dell’integrazione,  installata nel sistema informativo dell’ente). Per gli enti locali che non intendano dotarsi di una propria Porta di dominio la Regione ne metterà a disposizione una dispiegata nell’infrastruttura dell’ente. La Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato un sistema composto da un impianto centralizzato (Portale Cittadino, infrastruttura moduli standard cooperazione applicativa, infrastruttura per consentire accesso a rete RUPAR ad enti diversi dagli EELL) e installazioni locali (Portale dell’operatore, infrastruttura di cooperazione applicativa presso gli enti). Sono 18 le Regioni che intendono realizzare la Gestione delle Identità Digitali Federate, in 10 casi attraverso l’adozione della realizzazione ICAR. Il sistema è già realizzato in Emilia Romagna e Toscana, in corso di aggiornamento presso la Regione Campania, in corso di realizzazione presso la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Valle D’Aosta. FedERa è il progetto che in Emilia Romagna si pone l’obiettivo di garantire la circolarità dell’autenticazione tra gli enti, permettendo a cittadini ed operatori della CN-ER di utilizzare una sola credenziale per accedere ai servizi on line disponibili sul territorio. Il progetto ARPA, sull’infrastruttura CART e a servizio della RTRT, costruisce l’identità federata sul territorio della Regione Toscana, federando le identità tra i diversi soggetti che offrono servizi. In Campania è il progetto SPICCA che ha consentito di individuare la soluzione per creare la federazione degli enti al fine di erogare in sicurezza i servizi presso la comunità regionale. Per quanto riguarda la messa in atto di concreti scambi applicativi basati sulla definizione di Accordi di servizio, ad oggi hanno realizzato accordi di servizio 11 Regioni (3 in più rispetto al primo semestre 2010), ma solo la Toscana in numero ampio e integrato nelle attività di più settori. Un grosso passo in avanti è stato operato dalla regione Umbria che ha formalizzato un primo accordo di servizio ma ne ha messi in “cantiere” 78. Tra le altre Amministrazioni, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Basilicata hanno formalizzato più di un accordo di servizio, indirizzandosi su una strada che va oltre la dimensione unicamente sperimentale.