Il quadro europeo e nazionale
Il quadro europeo e nazionale strategico è evoluto in questi anni con l’intenzione di rispondere alle nuove sfide per una economia più competitiva e allo scopo di “correggere”, a partire dalle lezioni apprese negli scorsi anni, alcuni ritardi generati ed errori commessi e trovare il modo di intervenire quindi su situazioni di disallineamento venute a crearsi.
“i2010”: la società dell’informazione e i media al servizo della crescita e l’occupazione
L’attuale quadro strategico europeo “i2010” rappresenta un approccio integrato su società dell’informazione e media, ha l’obiettivo, in coerenza con la Strategia di Lisbona, di incoraggiare conoscenza e innovazione al sostegno della crescita e dell’occupazione. Tre macro obiettivi sintetizzano questo orientamento: “uno spazio unico europeo dell’informazione”, “innovazione e investimento nella ricerca”, “inclusione, miglioramento dei servizi pubblici e della qualità di vita”. Il tema dell’interoperabilità è considerato trasversale a tutti questi ambiti (al servizio della gestione dei diritti digitali, come obiettivo di inziative di ricerca e diffusione, per il miglioramento dei servizi pubblici digitali, ecc..).
Nel 2006, nel conesto della stessa iniziativa “i2010”, è stato pubblicato il Piano e-government 2010 che contiene obiettivi specifici, dal tema dell’accesso, ai servizi on line, alla e-participation. La revisione di medio periodo della Strategia i2010 e il rapporto annuale del 2009 ha registrato nel complesso europeo risultati significativi ma anche sottolineato la necessità di lavorare maggiormente sul tema dell’inclusione digitale, sulla disponibilità di servizi pubblici on line, sull’interoperabilità (con particolare attenzione al campo sanitario). Si è da poco conclusa una consultazione pubblica sul “post-2010”, in vista della definizione delle nuove priorità per il 2010-2015 .
Il framework europeo sull’interoperabilità
Nell’ambito del programma IDABC (Interoperable Delivery of European eGovernment Services to Public Administrations, Businesses and Citizens), è stato definito il framework europeo sull’interoperabilità (EIF) per i servizi “paneuropei”, prossimo alla versione 2.0. Il quadro si propone come un supplemento e non una sostituzione dei framework nazionali, avente lo scopo di facilitare l’interoperabilità tra i Paesi europei. Una comunicazione della Commissione europea COM(2006) 45 final definisce requisiti di base e priorità per l’implementazione di servizi di e-government paneuropei, individuando le aree chiave su cui lavorare a livello organizzativo, semantico e tecnico e ponendo attenzione alla necessità di sviluppare capacità di coordinamento. La delicatezza del ruolo della governance sta nella capacità di individuare il giusto livello di responsabilità a partire dal quale definire regole e standard (prendendo in considerazione responsabilità politiche, aspetti tecnologici, conoscenze di dominio dei diversi settori coinvolti). E’ ritenuto importante anche un appropriato quadro normativo per evitare di incontrare ostacoli nella ristrutturazione e semplificazione dei processi (Modinis: breaking barriers to e-government).
Gli obiettivi strategici comunitari sulla SI nel nuovo Quadro Strategico Nazionale
Per quanto riguarda il contesto italiano, in linea con gli obiettivi strategici comunitari e a valle del confronto con una vasta area di soggetti interessati, il nuovo Quadro Strategico Nazionale della politica unitaria regionale 2007-2013 ha espresso obiettivi dedicati alla società dell’informazione che rispecchiano un approccio che ponga attenzione agli aspetti organizzativi e tecnologici in grado di migliorare la vita dei cittadini e delle imprese. L’interoperabilità è ritenuta qualità essenziale dei nuovi servizi digitali. Inoltre, rispetto alle “lezioni” apprese dalla programmazione precedente, è emersa tra le altre l’esigenza di:
• attivare un coordinamento strategico forte tra livelli di governo orientato al confronto su linee strategiche ed interventi concreti e ad incrementare l’utilizzo della società dell’informazione da parte di cittadini e imprese;
• rafforzare le competenze tecniche e gestionali attraverso il consolidamento di strutture tecniche di supporto regionali e individuando responsabilità politiche ad hoc nonché strumenti di governance che facilitino l’intersettorialità;
• riguardo alle politiche di infrastrutturazione, lavorare per la qualificazione della domanda, adottando una strategia unitaria per la copertura delle aree non coperte da banda larga, nel rispetto dei principi di libertà del mercato di neutralità tecnologica e diffondere tecnologia wireless oltre le attuali sperimentazioni;
• per quanto concerne l’e-government, indirizzare gli sforzi al miglioramento del back office, alla produzione di servizi interattivi e all’inclusione.
Il Piano nazionale e-government 2012 e l’Accordo tra Governo e Regioni
Con la nuova legislatura, il governo ha espresso un Piano industriale dell’Innovazione (ottobre 2008) cui ha fatto seguito il “Piano di e-government 2012” presentato a gennaio 2009. Il Piano di e-government è strutturato in progetti e ne raccoglie 80 afferenti a 4 ambiti prioritari:
• Settoriali (amministrazioni centrali e Università): scuola, università, giustizia, salute, imprese, sicurezza, affari esteri, ambiente, turismo, beni culturali, gioventù pari opportunità e affari sociali, mobilità, infrastrutture, agricoltura ;
• Territoriali (Regioni, Comuni): anagrafi, dati territoriali, carte dei servizi, servizi in banda larga;
• Di sistema (trasversali per tutta la PA): trasparenza ed efficienza nella PA, de materializzazione, SPC, rapporto cittadino PA, trasferimento know how dell’innovazione, sicurezza dei sistemi informativi e reti;
• Internazionali (reti europee): e-governance per lo sviluppo, governance di internet, raccordo con UE e OCSE.
Il tema dell’interoperabilità è considerato un obiettivo trasversale da conseguire in funzione della cooperazione tra livelli diversi di governo e a garanzia dell’accessibilità dei servizi da parte di cittadini e imprese e un obiettivo specifico nell’ulteriore sviluppo del SPC. E’ inoltre tema trattato a proposito della collaborazione pubblico-privato, a partire dall’esigenza di condivisione con le imprese delle esigenze di efficienza, qualità del servizio ed indirizzo in senso innovativo del mercato. La pubblicazione del Piano ha sviluppato un confronto con le Regioni e tra gli esperti di settore che ha portato ad elaborare alcune considerazioni. In particolare, un Piano vasto nelle “ambizioni settoriali” non esclude la necessità di individuare selezionate priorità da cui partire; nella presentazione del programma è opportuno considerare che non si parte “tabula rasa”: occorre invece capitalizzare quanto già fatto (anche a livello normativo) e andare avanti in modo il più possibile cooperativo tra livelli diversi di governo; un ulteriore aspetto da considerare è quello finanziario ovvero la sostenibilità economica degli interventi alla luce delle risorse disponibili.
Tale confronto ha originato il Protocollo di intesa tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome siglato l’8 aprile 2009 in cui, oltre a riconoscere impegni e finalità generali del Piano del governo e riconoscendo il ruolo delle Regioni in relazione a tutti gli obiettivi (non solo quelli “territoriali”), vengono definite le priorità di comune interesse nell’orizzonte 2009-2010 e viene auspicata la prosecuzione della sottoscrizione di protocolli di intesa con le Regioni finalizzata alla stipula di Accordi di Programma Quadro coerenti con i contenuti del Piano e del protocollo stesso.