Puglia
Quadro strategico regionale
La Regione Puglia considera indispensabile requisito della strategia di sviluppo regionale la diffusione, all’interno sistema delle autonomie locali, di adeguate competenze orientate al cambiamento. La nuova struttura amministrativa regionale viene impostata, infatti, per agire come un’articolazione di una democrazia partecipata composto dal sistema della cittadinanza attiva e dal sistema delle autonomie locali. La missione regolativa e programmatoria dell’amministrazione regionale (2007-2013) è stata impostata per tradursi in una complessa capacità di interazione che accompagni l’intero ciclo della programmazione, dall’ascolto alla valutazione degli interventi, fino a informare il modello organizzativo stesso della struttura amministrativa. La ridefinizione della relazione tra pubblica amministrazione regionale, sistema delle autonomie locali e sistema della cittadinanza attiva dovrà svolgersi contestualmente all’attivazione delle strategie dello sviluppo locale. In tal senso, l’attuazione di una tale reingegnerizzazione delle relazioni passa attraverso la diffusione in ambito regionale dell’interoperabilità e della cooperazione applicativa (ICA). Tale ridefinizione, pertanto, sarà diffusa, da un lato, attraverso specifiche strategie formative, opportunamente strutturate sui diversi fabbisogni della pubblica amministrazione (dall’innovazione legislativa fino alla gestione e alla attivazione delle risorse), dall’altro, mediante l’erogazione di servizi qualificati e sempre più integrati (sia a livello territoriale che intersettoriale) per sostenere, sin dalla gestazione, lo sforzo di innovazione delle amministrazioni pubbliche nel governo dello sviluppo locale. In tal senso si prevede la costituzione di un “Centro delle competenze per il cambiamento” presso la struttura regionale dal quale si dirameranno sul territorio, a rete, degli “Incubatori dell’innovazione” in tutte le realtà locali nelle quali saranno attivati processi di sviluppo, a supporto della pubblica amministrazione locale e degli attori del territorio. Lo scopo è accompagnare il territorio nel processo di innovazione fornendo un servizio di formazione orientato alle competenze di programmazione e di partecipazione, con metodologie dinamiche, esperienziali e non tradizionali. Nello specifico, La cooperazione applicativa a livello locale non rappresenta un settore specifico di azione, quanto piuttosto un approccio generale teso a porre al centro del processo di cooperazione gli attori primari dell’intervento (siano essi enti locali, rappresentanti della società civile, soggetti privati, aziende ospedaliere, associazioni, ecc.). Essa costituisce, inoltre, un collante rispetto alle altre amministrazioni regionali, con l’obiettivo di condividere le informazioni (a livello intersettoriale), e quindi di cooperazione allo sviluppo.
La nozione di cooperazione applicativa diviene così frutto del fenomeno di progressivo “decentramento” del momento applicativo, che vede il livello regionale e locale come il più funzionale alla realizzazione di azioni efficaci, essendo caratterizzato da competenze più operative e da una maggiore capacità di catalizzare risorse finanziarie su interventi concreti.
I documenti principali su cui si fonda la strategia della Regione Puglia sono i seguenti:
1. Documento Strategico Preliminare della Regione Puglia 2007-2013 ;
2. Programma Operativo FESR Puglia 2007-2013 ;
3. Programma Operativo Regionale FSE 2007-2013 ;
4. Programma Attuativo Regionale FAS 2007-2013 .
Inoltre, rispetto a tali adempimenti programmatori la Regione ha approvato in prima lettura la nuova Strategia regionale per la Società dell’Informazione, stesa secondo le linee guida del DPS (DGR n. 748 del 07/05/09); ha provveduto, tramite l’Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione), alla stesura del Documento Unico di Programmazione (DUP) conclusa dal soggetto incaricato nell’aprile del 2009.
Infine, si segnala la pianificazione di Area Vasta alla cui attuazione concorrono per il periodo 2007-2013, tra le altre, le risorse dei Programmi operativi dei fondi comunitari e del Fas. In Puglia, le aree individuate sono dieci e coprono l’intero territorio regionale. Ad oggi, è in corso il processo che dovrà portare all’approvazione da parte dell’Ente regionale delle pianificazione strategiche presentate dai territori.
Documento Strategico Preliminare della Regione Puglia 2007-2013
Nel DSR, coerentemente con le nuove linee di orientamento della Commissione dell’Unione Europea definite attraverso l'iniziativa “i2010”, le politiche legate alla Società dell’Informazione assumono un ruolo strategico. Infatti, nel Documento, esse divengono strumento necessario sia per favorire l’innovazione nelle amministrazioni pubbliche e nelle imprese, sia per contribuire ad elevare la qualità della vita dei cittadini pugliesi.
Il DSR indica in prima battuta tre macro obiettivi: il rafforzamento dell’attrattività del territorio; la promozione dell’innovazione e dell’imprenditoria unite allo sviluppo dell’economia della conoscenza; la realizzazione di migliori condizioni di occupabilità, coesione ed inclusione sociale.
Tali obiettivi di carattere generale sono successivamente arricchiti da cinque obiettivi trasversali, in mancanza dei quali i primi non potrebbero essere raggiunti: ambiente; pari opportunità; dimensione territoriale dello sviluppo; cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale europea e di prossimità; sviluppo della partecipazione e contributo alla costruzione di una nuova etica pubblica.
La Società dell’Informazione, l’innovazione nella Pubblica Amministrazione, i sistemi produttivi locali e la ricerca e sviluppo, sono indicati come obiettivi specifici all’interno del documento strategico. In tale ambito, infatti, la Regione Puglia ritiene indispensabile:
• potenziare l’Infrastrutturazione di Comunicazione Digitale garantendo sia la copertura delle aree più svantaggiate regionali, sia l’allargamento della dimensione geografica extra regionale;
• sostenere la promozione diffusiva e inclusiva della Società dell’Informazione;
• rafforzare la coesione sociale, economica e territoriale attraverso la pratica e lo sviluppo della e-democracy;
• sviluppare l’industria dei contenuti digitali al fine di diffondere nuovi servizi e applicazione digitali alternative ai modelli tradizionali di erogazione;
• definire e promuovere standard architetturali e tecnologici per garantire, l’interoperabilità e l’integrazione tra sistemi delle amministrazioni pubbliche centrali, regionali e locali;
• sviluppare e diffondere tecnologie per la definizione di “identità digitali” che consentano di riconoscere, telematicamente e in maniera univoca, i singoli cittadini;
• promuovere lo sviluppo delle nuove competenze richieste dall’economia della conoscenza;
• sviluppare strumenti informatici che consentono la flessibilità dei processi organizzativi degli Enti;
• formare gli utilizzatori delle Pubbliche Amministrazioni Locali per consentire loro di utilizzare efficacemente le tecnologie abilitanti.
Gli obiettivi specifici enunciati in tema di Società dell’Informazione, rivengono da una precisa scelta concettuale in base alla quale l’obiettivo generale è considerato raggiungibile attraverso il
rafforzamento delle tecnologie abilitanti lo sviluppo del sistema regionale e di tutti i suoi elementi
caratteristici.
Programma Operativo FESR Puglia 2007-2013
Il documento regionale di programmazione relativo al FESR 2007-2013 provvede nella sua prima parte ad un’attenta analisi del contesto regionale ponendo a confronto, per ciascuna delle sette aree tematiche individuate (sistema economico, sistema sociale, infrastrutture economiche, sistemi urbani, sistemi di impresa, ricerca ed innovazione, stato dell’ambiente) gli attuali punti di forza e di debolezza del territorio, le opportunità e le minacce relativamente agli scenari futuri. Detta analisi evidenzia che il territorio pugliese nel suo complesso si caratterizza per problemi ambientali, nonché per ritardi assoluti e relativi che mettono in risalto in maniera inequivocabile la necessità di aumentare la partecipazione della popolazione al mercato del lavoro locale ampliando di conseguenza i processi regionali di sviluppo socio-economico. A tal proposito, il Programma sottolinea la necessità di rafforzare le infrastrutture di primo livello quali quelle dei trasporti, energetico ambientali, informatiche e telematiche, sociali, culturali e ricreative. Inoltre, il documento evidenzia come sia fondamentale intervenire per accrescere quanto più possibile in modo omogeneo la dotazione di reti e nodi di servizio per favorire la più ampia diffusione della conoscenza, dell’innovazione, l’accessibilità e la trasparenza delle informazioni, anche al fine di assicurare un’opportunità di crescita per le aree territorialmente meno collegate alle direttrici dello sviluppo regionale, nazionale e internazionale.
A fronte dell’analisi condotta, quindi, l’obiettivo globale del P.O. FESR è “favorire la piena convergenza della regione in termini di crescita e occupazione, garantendo la sostenibilità del modello di sviluppo”. Detto obiettivo complessivo, viene articolato in tre macro obiettivi:
I) rafforzare i fattori di attrattività del territorio, migliorando l’accessibilità, garantendo servizi di qualità, salvaguardando le potenzialità ambientali anche attraverso la promozione di un modello di sviluppo sostenibile incentrato su una maggiore efficienza dei consumi energetici e un significativo innalzamento della produzione da fonti rinnovabili;
II) promuovere l’innovazione, l’imprenditoria e lo sviluppo dell’economia della conoscenza anche attraverso la valorizzazione del lavoro competente e dei distretti produttivi;
III) realizzare condizioni migliori di benessere e di inclusione sociale.
Secondo l’impostazione propria del Programma, essi a loro volta interagiscono con altrettanti macro obiettivi trasversali prioritari che operativamente trovano attuazione in ciascuna linea di intervento del P.O. FESR stesso: la sostenibilità dello sviluppo; la ricerca delle pari opportunità; la dimensione territoriale dello sviluppo.
Il documento individua, quindi, nella programmazione e nell’implementazione di tre politiche prioritarie lo strumento funzionale alla realizzazione dei macro obiettivi e degli obiettivi trasversali:
• politiche di contesto;
• politiche della ricerca e dell’innovazione dei sistemi produttivi;
• politiche dell’inclusione sociale e del welfare.
Il Programma Operativo FESR pugliese, al fine di perseguire, in un quadro di unitarietà ed integrazione, tali politiche di sviluppo e coesione nel territorio regionale per il periodo 2007 – 2013, si basa su un sistema di obiettivi specifici, obiettivi operativi, Assi prioritari e Linee di intervento.
In particolare, le politiche della ricerca e dell’innovazione dei sistemi produttivi intendono intervenire su diversi elementi quali:
• l’innalzamento degli attuali livelli di ricerca e sviluppo tecnologico (RST), specialmente nel settore privato;
• il sostegno alle imprese e all’innovazione attraverso prodotti, processi e servizi nuovi o migliorati in grado di far fronte alla concorrenza internazionale;
• l’aumento della capacità regionale (delle imprese, dei cittadini e della P.A.) di produrre e utilizzare nuove tecnologie (in particolare quelle dell’ICT);
• un incremento della presenza femminile nel settore.
Sebbene, quindi, il tema della Società dell’Informazione, abbia certamente un carattere trasversale rispetto ai diversi Assi individuati nel P.O. FESR - in quanto strategicamente rilevante non solo per il mondo delle imprese, ma anche per l’intera comunità dei cittadini, per la lotta all’esclusione sociale e per il raggiungimento di una maggiore qualità della vita - esso trova la sua puntuale collocazione nell’ambito delle politiche prioritarie della ricerca e dell’innovazione dei sistemi produttivi e conseguentemente in alcune Linee d’intervento relative agli Assi prioritari I, VI e VIII.
Tra questi è necessario, ai nostri fini, soffermare l’attenzione sull’Asse I “Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività”, nel quale la Società dell’Informazione trova la sua principale esplicazione. L’obiettivo specifico di riferimento all’interno di tale Asse è il “2) Sviluppare contenuti, applicazioni e servizi digitali avanzati” che a sua volta viene conseguito mediante tre obiettivi operativi: “2a) Potenziare l’Infrastrutturazione di Comunicazione Digitale”; “2b) Accrescere l’utilizzo dei servizi digitali innovativi nelle PMI”; “2c) Sostenere la promozione di servizi pubblici digitali innovativi”. Essi si concretizzano attraverso interventi di: completamento della dotazione infrastrutturale nelle aree interne e marginali caratterizzate da ridotta densità demografica ove esista un comprovato fallimento del mercato; rafforzamento delle politiche dell’accessibilità in favore delle imprese, dei cittadini e delle categorie svantaggiate; sostegno alla nascita e allo sviluppo dell’industria regionale dei contenuti e dei servizi digitali, quale leva determinante per la crescita economica. Tali interventi a loro volta trovano collocazione nelle tre linee di intervento “1.3 Interventi per il potenziamento di infrastrutture digitali”, “1.4 Interventi per la diffusione delle TIC nelle PMI” e “1.5 Interventi per lo sviluppo dei servizi pubblici digitali”.
Si sottolinea che le risorse economiche destinate alle linee di intervento che presentano il codice relativo alle categorie di spesa inserite del tema prioritario “Società dell’Informazione”, di cui si è detto, ammontano complessivamente a euro 340.000.000 di cui euro 170.000.000 rivenienti dal FESR 2007-2013, euro 119.000.000 dal Governo Nazionale e euro 51.000.000 dalla Regione Puglia.
La nuova strategia regionale per la Società dell’Informazione , infine, è composta da cinque Assi prioritari di intervento:
• INFRASTUTTURE A BANDA LARGA: la diffusione ed il rafforzamento della nfrastruttura a banda larga per colmare il digital divide territoriale e promuovere la competitività;
• CITTADINI DIGITALI: diffondere l’uso delle ICT fra i cittadini, in particolare per le categorie svantaggiate;
• IMPRESE DIGITALI: promuovere l’uso delle ICT fra PMI e lo sviluppo di imprese innovative nel settore dei contenuti digitali;
• SERVIZI PUBBLICI DIGITALI: promuovere l’uso delle ICT per rendere più efficaci, semplici e trasparenti i servizi pubblici, su tutto il territorio regionale;
• E-GOVERNANCE: promuovere la partecipazione dei cittadini e assicurare la gestione efficace delle politiche pubbliche.
I cinque Assi intendono concorrere al raggiungimento degli obiettivi strategici regionali individuati dal P.O. FESR 2007-2013 ed in particolare con la loro attivazione si vogliono raggiungere sul territorio regionale per il 2013 indicatori di diffusione delle ICT fra cittadini e imprese superiori alla media del Sud Italia, e più vicini alla media italiana che alla media del Sud Italia.
1. Programma Operativo Regionale FSE 2007-2013
Nella programmazione 2007-2013 il Fondo sociale europeo intende contribuire alla realizzazione delle politiche di carattere strutturale individuate a livello regionale, che hanno la finalità di rendere la Puglia una regione innovativa nella quale gli obiettivi di sostenibilità e competitività dello sviluppo possano essere raggiunti tramite la valorizzazione del lavoro competente e stabile unitamente a quelli della coesione sociale e di più elevati livelli di benessere e di qualità della vita.
Da tale direttrice di sviluppo discendono alcuni obiettivi generali verso cui indirizzare le politiche finalizzate alla coesione economica e sociale; in particolare:
• rafforzare i fattori di attrattività del territorio, migliorando l’accessibilità, garantendo servizi di qualità e salvaguardando le potenzialità ambientali;
• promuovere l’innovazione, l’imprenditoria e lo sviluppo dell’economia della conoscenza anche attraverso la valorizzazione del lavoro competente;
• realizzare condizioni migliori di occupabilità, di coesione ed inclusione sociale.
Nella programmazione 2007-2013 dovrà essere costituito un nuovo livello di integrazione tra politiche e strumenti finanziari, come espressione di un approccio socialmente condiviso allo sviluppo economico e alla coesione. In tal senso l’insieme dei Fondi strutturali dovranno programmare la propria attività – pur nell’autonomia delle proprie politiche – nell’ottica del concorso alle complessive prospettive di sviluppo della Regione, intervenendo in maniera combinata sui fattori di criticità rilevati verso gli obiettivi comuni di aumento strutturale della competitività del sistema produttivo pugliese e di più elevati livelli di coesione e inclusione sociale. In questo ambito risulta cruciale la relazione tra il FSE e l’insieme delle politiche di carattere strutturale finanziate dal FESR.
In primo luogo occorre rafforzare, più di quanto accaduto nel POR 2000-2006, l’utilizzo del FSE a sostegno dell’innovazione delle competenze e delle professioni presenti nei settori di maggiore intervento del FESR, con specifico riferimento all’ambiente, alla ricerca e ai settori produttivi. In secondo luogo occorre ulteriormente rafforzare il ricorso ad interventi di FSE nell’ambito dei pacchetti integrati di agevolazione alle imprese, mettendo a disposizione delle imprese che investono non solo incentivi finanziari, ma anche opportunità di innovazione e valorizzazione dal capitale umano.
Un ulteriore terreno di integrazione tra i due fondi riguarda le iniziative delle amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di intervento delle amministrazioni locali in alcuni settori strategici per le politiche territoriali e regionali di sviluppo, come quelle orientate allo sviluppo ed alla mobilità urbana, alla gestione delle risorse naturali ed ambientali, alla valorizzazione delle risorse turistico-culturali.
La Regione assicura il rispetto dell’articolo 16 del Regolamento 1083/2006 e dell’art. 6 del Regolamento 1081/2006 in tema di parità di genere e delle pari opportunità nelle fasi di preparazione, attuazione, monitoraggio e valutazione dei programmi operativi. Garantisce altresì il pieno rispetto del principio di non discriminazione durante tutte le fasi dell’attuazione dei Fondi e in particolare rispetto all’accesso agli stessi.
Il tema della prospettiva di genere costituisce un aspetto centrale che – tenendo presente l’insieme dei significativi ritardi che l’analisi del contesto mette in evidenza - dovrà connotare il prossimo ciclo di programmazione in tutte le sue fasi, attraverso la conferma del doppio approccio, ovvero con la previsione di interventi specifici a favore del miglioramento delle condizioni di vita e indipendenza delle donne e una impostazione sensibile al genere di tutte le misure di intervento. Più in generale si tratta di promuovere il principio di pari opportunità per come è visto nella prospettiva comunitaria, ovvero come una pratica istituzionale e sociale contro ogni discriminazione basata non solo sul sesso, ma anche sull’origine razziale o etnica, la religione o il credo, la disabilità, l’età e le tendenze sessuali.
L’obiettivo è disegnare un percorso di sviluppo che sia in grado di eliminare la neutralità di genere dalla programmazione degli interventi, dando luogo ad interventi specifici e azioni positive non limitati alle azioni rivolte alle persone. Pertanto, occorre riflettere ed intervenire in maniera simmetrica sul profilo della qualificazione dell’offerta e della domanda di lavoro, prevedendo percorsi formativi spendibili sul mercato del lavoro, richiesti dal sistema imprenditoriale, ma anche in grado di promuovere processi di inclusione e di innovazione sociale, gli unici in grado di qualificare lo sviluppo del territorio in maniera stabile e consolidata. Non si può parlare di sviluppo equo e sostenibile in assenza di politiche di pari opportunità; per converso è dimostrato che la previsione di politiche che contemplino l’innovazione sociale come asse portante di sviluppo conduce non solo ad una migliore vivibilità e benessere delle persone, ma comporta anche dei benefici economici per il territorio che vede incrementati i livelli di efficienza, e di produttività.
Gli interventi programmati devono dare luogo ad un’attenzione ancora maggiore che in passato alla dimensione di genere in tutte le politiche di sviluppo (ambiente, turismo e risorse culturali, regimi di aiuto, città, formazione e mercato del lavoro, ecc.). In particolare, l’attenzione di carattere trasversale riservata alle politiche di genere determina l’individuazione di finalità ad esse riservate, che troveranno la più adeguata collocazione all’interno degli Assi di intervento del FSE:
• sostenere la partecipazione femminile al mercato del lavoro;
• migliorare la qualità del lavoro delle donne;
• migliorare la capacità di progettare, gestire e valutare l’utilizzo delle risorse in termini di pari opportunità al fine di incrementare la qualità di vita di donne e uomini;
• intervenire in maniera specifica sulle situazioni di disagio o rischio di esclusione sociale;
• promuovere l’iniziativa economica delle donne.
Programma Attuativo Regionale FAS 2007-2013
Il documento costituisce uno degli elementi fondamentali per la politica regionale unitaria per il periodo considerato in quanto attraverso esso si finalizzano le risorse finanziarie rivenienti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). Esso è steso in coerenza con: gli Orientamenti integrati per la crescita e l’occupazione con riferimento alla Strategia di Lisbona e al Piano per l’Innovazione, la Competitività e l’Occupazione (PICO) e dei relativi rapporti di attuazione; le priorità definite dal Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013, il Documento Strategico Regionale; la programmazione comunitaria già predisposta dalla Regione Puglia in relazione ai diversi fondi.
L’obiettivo generale del Par, in armonia con la strategia regionale, conferma i tre macro obiettivi
già ripresi negli altri documenti programmatori:
1. rafforzare i fattori di attrattività del territorio, migliorando l’accessibilità, garantendo servizi di qualità e salvaguardando e valorizzando le peculiari potenzialità ambientali;
2. promuovere l’innovazione, l’imprenditoria e lo sviluppo dell’economia della conoscenza e dell’innovazione;
3. realizzare condizioni migliori di occupabilità, di coesione ed inclusione sociale.
Anche le conseguenti politiche individuate per il raggiungimento di detti obiettivi si riconducono a quanto già individuato: politiche di contesto, politiche per l’innovazione e la conoscenza, politiche per il benessere e la salute.
Il perseguimento di tali politiche viene garantito attraverso un programma costruito su due direttrici: da una parte il rafforzamento di linee di azione già individuate dal P.O. FESR 2007-2013 e dall’altra l’individuazione di nuovi ambiti strategici in cui intervenire. Le politiche trovano, quindi, una loro traduzione in obiettivi specifici, obiettivi operativi, Assi e linee di azione che, proprio nella salvaguardia del principio di rafforzamento, in parte coincidono con quanto già individuato in sede di P.O. FESR 2007-2013.
Per quanto riguarda la politica relativa allo sviluppo della conoscenza e dell’innovazione ed in particolare la diffusione della Società dell’Informazione e della conoscenza, il Par Fas, in linea con la nuova Strategia regionale per la Società dell’Informazione nonché con il Piano nazionale “e-gov 2012”, rafforza alcune linee di intervento dedicate già individuate del documento programmatorio regionale sui fondi strutturali. Si evidenzia che, anche nel caso del Par Fas, come in quello del P.O. FESR, il tema pervade trasversalmente l’intero documento e quindi altri assi e linee di azione presentano riferimenti ad esso ascrivibili.
Coerentemente con la linea d’intervento 1.3 dell’Asse I del P.O. FESR Puglia 2007-2013, per la linea di azione 2. Fas – 1.3 “Interventi per il potenziamento delle infrastrutture digitali”, il Par Fas individua tipologie di attività che riguardano la “diffusione dell’infrastruttura telematica a larga banda, wirelless e satellitare, necessarie per il funzionamento e lo sviluppo di servizi ICT a valore aggiunto di interesse pubblico, di amministrazioni locali, di imprese, associazioni e cittadini”. La dotazione finanziaria prevista per la linea in questione è pari a 20 Meuro.
In relazione alla linea d’intervento 1.4 dell’Asse I del P.O. FESR Puglia 2007-2013, per la linea di azione 3. Fas – 1.4 “Interventi per la diffusione delle TIC nelle PMI”, il Par Fas individua due tipologie di attività. La prima, con riferimento al sistema economico-produttivo pugliese nel suo complesso, riguarda il sostegno all’utilizzo delle TIC e dei servizi digitali nelle PMI pugliesi (e- business, e-learning. E-health, e-culture, infomobility, e-tourism). La seconda è finalizzata a sostenere la connessione e il networking tra le imprese, le associazioni di categoria e le professioni. La dotazione finanziaria prevista per la linea in questione è pari a 30 Meuro.
In relazione alla linea d’intervento 1.5 dell’Asse I del P.O. FESR Puglia 2007-2013 per la linea di azione 4. Fas – 1.5 “Interventi per lo sviluppo dei servizi pubblici digitali”, il Par Fas 2007-2013 individua le seguenti tipologie di attività:
• “attivazioni di servizi digitali per i cittadini (anagrafi, caselle elettroniche certificate, pagamenti on line etc.)”;
• “implementazione di servizi digitali per le imprese (punto di accesso in rete per adempimenti quali iscrizioni, variazioni, autorizzazioni, fatturazioni etc.)”;
• “attivazione e integrazione del sistema dei Centri di Accesso Pubblici, dal punto di vista tecnologico, logistico e funzionale, localizzazione dei centri in luoghi di facile accesso e predisposizione dei relativi piani di comunicazione per diffonderne la conoscenza e la fruizione”;
• “interventi di integrazione tecnologica per consentire l’accesso ai servizi da parte delle categorie sociali a più alto rischio di esclusione (anziani, diversamente abili ed immigrati)”;
• “realizzazione di servizi per lo sviluppo della telemedicina, telediagnostica, teleassistenza e di altri servizi digitali innovativi nel campo sanitario (fascicoli sanitari digitali, digitalizzazione del ciclo delle prescrizioni e dei certificati medici etc.)”;
• “costruzione della infrastrutturazione immateriale della rete del welfare d’accesso per l’accoglienza e l’orientamento, differenti dall’e-health, attraverso l’impiego delle nuove tecnologie per la sperimentazione delle reti di trasmissione di dati e per l’operatività integrata tra Comuni e ASL, tra Porte Uniche di Accesso e UVM e tutti gli altri soggetti della rete di offerta”.
La dotazione finanziaria prevista per la linea in questione è pari a 20 Meuro
.
In relazione alla linea d’intervento 6.2 dell’Asse VI del P.O. FESR Puglia 2007-2013, per la linea di azione 22. FAS - 6.2 “Iniziative per le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi”, il Par Fas 2007-2013 sostiene sia interventi di qualificazione e completamento da un punto di vista infrastrutturale delle aree esistenti destinate agli insediamenti produttivi, sia interventi in aree da realizzare ex novo. A tal proposito, tra le attività da realizzarsi sono previste, tra l’altro, infrastrutture ICT nell’ambito della realizzazione di reti tecnologiche. La dotazione finanziaria complessiva prevista per la linea in questione è pari a 50 Meuro.
Lo sviluppo del nuovo sistema regionale di e-government
A fronte dell’analisi di quanto realizzato con la programmazione 2000-2006 relativamente ai servizi di e-government e in base alle direttrici di sviluppo individuate per il periodo 2007-2013, la Regione Puglia, nell’ambito dell’Asse I “Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività” del P.O. FESR 2007-2013, si è data quale obiettivo quello di “sviluppare contenuti, applicazioni e servizi digitali avanzati” (obiettivo specifico 2) in particolare con il fine di “sostenere la promozione di servizi pubblici digitali innovativi” (obiettivo operativo 2c)) attraverso “interventi per lo sviluppo dei servizi pubblici digitali” (linea di intervento 1.5).
Il PPA dell’Asse I, periodo 2007-2010, dando seguito a quanto enunciato nell’Asse I del P.O. FESR 2007-2013, per la linea di intervento 1.5 individua due azioni da attuare: 1.5.1 “completamento e ampliamento delle iniziative ict finanziate nell’ambito del Por Puglia 2000- 2006”; 1.5.2 “sviluppo dei servizi di e-government nella Pubblica Amministrazione Locale”. In particolare, l’azione 1.5.2 viene correlata con l’azione 1.3.6 (sviluppo ed evoluzione del Centro Tecnico Regionale e dei servizi dell’Amministrazione regionale) della linea 1.3 (interventi per il potenziamento di infrastrutture digitali) dello stesso Asse. Tale correlazione risulta fondamentale in quanto è proprio la sinergia di dette azioni che permette di agire sul punto cardine, l’obiettivo principe, cui la Regione Puglia tende: lo sviluppo del sistema di e-government regionale. Tale sistema viene inteso quale insieme di realtà locali che, pur nella loro specificità locale, sono chiamate a condividere approcci e componenti che permettono, attraverso l’adozione di standard condivisi, l’omogeneizzazione di servizi da erogare a cittadini e imprese.
L’azione 1.3.6 prevede, tra l’altro, la creazione e l’implementazione del CRIPAL quale Centro di governo regionale per l’e-government al fine prioritario di:
− definire attraverso la concertazione con il sistema delle Autonomie locali i set di servizi di e-government nella pubblica amministrazione locale;
− definire e rilasciare gli standard territoriali e le linee guida relativi ai servizi di e-gov con particolare riferimento alle soluzioni Open Source e al riuso di soluzioni esistenti;
− gestire l’Albo delle soluzioni;
− certificare i servizi di e-government degli Enti Locali;
− supportare l’Ente regionale per l’innovazione tecnico-organizzativa del sistema delle PAL.
L’azione 1.5.2 della Linea 1.5 dello stesso PPA mira alla costituzione di una rete regionale di servizi finalizzata allo sviluppo del sistema di e-government e della società dell’informazione e a tal fine intende:
− promuovere standard architetturali e tecnologici per garantire, sia nell'informatizzazione delle procedure che nell'attuazione dell’e-Government in Puglia, l'interoperabilità, il riuso e l'integrazione tra sistemi delle amministrazioni pubbliche regionale e locali anche mediante l'utilizzo e la realizzazione di prodotti open source, accumulando nuova esperienza sui problemi di questo nuovo approccio e sulle modalità per superarli suggeriti dalla ricerca per metterla in comune con tutte le PAL che adottano o intendono adottare questo paradigma;
− lavorare su un processo culturale, formativo e organizzativo di assimilazione da parte dei diversi soggetti pubblici e privati e dei cittadini del nuovo ruolo svolto nell’ambito della società dell’informazione, sia come erogatori di servizi che di fruitori degli stessi;
− rafforzare la diffusione e l’uso di quanto già realizzato in tema di servizi e infrastrutture di e-Government affinché sia possibile procedere a ulteriori innovazioni, conditio sine qua non all’implementazione di future politiche sulla società dell’informazione;
− lavorare sul consolidamento e rinnovamento dei risultati conseguiti, oltre che sull’individuazione di nuovi orizzonti su cui agire.
Evidenziando la correlazione già sottolineata, l’azione 1.5.2 specifica che il CRIPAL deve fornire indicazioni per quanto riguarda:
− realizzazione ed evoluzione di un insieme di servizi di back-office, classificabili nell’area degli Interventi Trasversali previsti dalla Strategia regionale in materia di Società dell’Informazione, utili ad innovare il modo di lavorare degli EE.LL. sia al proprio interno che in relazione agli altri Enti della Pubblica Amministrazione sia locale che centrale;
− realizzazione ed evoluzione di un insieme di servizi di base interattivi per i cittadini e le imprese (front-office degli interventi settoriali);
− realizzazione ed evoluzione di un insieme di modalità avanzate per la fruizione dei servizi di Front Office, con l’attivazione del livello 4 su tutti i servizi di cui a punto precedente;
− ulteriori servizi da svilupparsi una volta che sia garantito il raggiungimento degli obiettivi dei tre punti precedenti.
La Regione Puglia, coerentemente con l’impianto logico stabilito, quindi, dà seguito a quanto programmato e pianificato istituendo nel giugno del 2009 il CRIPAL (determinazione del Direttore dell’Area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’Innovazione n.5 del 11/06/2009, PO FESR 2007- 2013 - Asse I - Delibera n. 749 del 07/05/2009 "Programma Pluriennale di Attuazione (PPA)" Linea 1.3, Azione 1.3.6 - Istituzione del Centro Regionale per l'Innovazione della PA Locale (CRIPAL)) che, come già stabilito in sede di PPA, è composto da: Direttore dell’Area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’Innovazione Tecnologica, in qualità di coordinatore; dal Direttore Generale di InnovaPuglia SpA quale rappresentante del Centro Tecnico Regionale (CTR); dai Responsabili delle linee 1.3 e 1.5, Asse I, PO FESR 2007-2013; dai Presidenti di Anci Puglia, Upi Puglia e Uncem Puglia.
Sempre nel mese di giugno, il Centro approva il documento “Servizi della PA locale prioritariamente informatizzabili”. Il documento (determinazione del Direttore dell’Area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’Innovazione n.6 del 30/06/2009, PO FESR 2007-2013 – Asse I –
Delibera n. 749 del 07/05/2009 “Programma Pluriennale di Attuazione (PPA)” - Linea 1.3, Azione 1.3.6, Linea 1.5, Azione 1.5.2 – Presa d’atto e adozione del documento CRIPAL “Servizi pubblici della PAL prioritariamente informatizzabili”), specificando in via definitiva il ruolo del Centro e definendo le attività del CRIPAL in prima istanza (Individuazione dei servizi pubblici per l’avvio di un sistema di e-government in Puglia; Selezione dei servizi prioritari tra quelli individuati; Individuazione delle priorità realizzative tra gli stessi; Individuazione delle correlazioni funzionali tra i diversi servizi e tra i 4 diversi ambiti individuati dalla 1.5.2) giunge a individuare i servizi di prima applicazione in ordine di priorità.
Inoltre, lo stesso documento indica che il Centro “procederà con la pianificazione delle attività finalizzate alla stesura e al rilascio presso gli Enti locali dei documenti (Linee Guida tecniche) relativi agli standard nazionali e regionali da seguire nello sviluppo e erogazione dei servizi individuati”. Infatti, nell’ottobre 2009, i componenti del CRIPAL esaminano e condividono il documento “Linee Guida Tecniche standard e specifiche tecniche Azione 1.5.2 P.O. FESR 2007- 2013, Versione del 23/10/2009” (determinazione del Direttore dell’Area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’Innovazione n. 31 del 23/12/2009, PO FESR 2007-2013 – Asse I – Delibera n. 749 del 07/05/2009 “Programma Pluriennale di Attuazione (PPA)” - Linea 1.3, Azione 1.3.6, Linea 1.5, Azione 1.5.2 – Presa d’atto e adozione del documento CRIPAL “Linee Guida Tecniche standard e specifiche tecniche Azione 1.5.2 PO FESR 2007-2013, Versione del 23/10/2009”).
L’elaborato in questione si sofferma sui servizi classificati nei primi quattro livelli di priorità nel documento del CRIPAL “Servizi pubblici della PAL prioritariamente informatizzabili”, con riguardo ai servizi per l’efficienza interna, ai servizi interni per il governo del territorio (SIT), cui si associano i servizi strettamente connessi PUG e SUE, ed ai servizi interni abilitanti, con la focalizzazione sui servizi di collaborazione tra le pubbliche amministrazioni.
Nello stesso documento un altro tassello fondamentale viene inserito: le componenti rese disponibili dal Centro Tecnico Regionale. Le componenti in questione, realizzate e mantenute a cura del Centro Tecnico Regionale e rese gratuitamente disponibili a tutte le Amministrazioni della Regione, risultano già essere pienamente conformi alle specifiche tecniche elaborate. L’uso di queste componenti non è obbligatorio ma esse costituiscono comunque l’implementazione di riferimento. Per queste componenti il Centro Tecnico Regionale garantisce i servizi: manutenzione conservativa ed evolutiva dei software; ambiente di download in rete per l’accesso ai software stessi ed alla documentazione tecnica di installazione ed utilizzo; assistenza tecnica da remoto, tipicamente con l’ausilio della stessa piattaforma di download mediante strumenti quali i forum tecnici che consentono il riuso immediato delle esperienze; organizzazione su richiesta, al raggiungimento di un numero minimo di richieste, di seminari tecnici (anche WEB Seminars).
Per completare il quadro dei documenti ufficiali nell’ambito del processo attivato dalla Regione Puglia per l’implementazione dei servizi di e-government sul territorio regionale si segnalano anche: la determinazione del Direttore dell’Area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l’Innovazione n.7 del 01/07/2009 avente ad oggetto l’adozione delle linee di indirizzo per la linea 1.5, Asse I, PPA 2007-2010, P.O. FESR 2007-2013; la DGR n.1178 del 13/07/2009 avente ad oggetto l'introduzione delle "Istruzioni Tecniche per la Informatizzazione dei PUG nell'ambito del SIT Regionale" in attuazione del DRAG; la determinazione della Dirigente del Servizio E-Government, E-Democracy e Cittadinanza Attiva n. 34 del 05/08/2009 che recepisce le decisioni prese in sede di riunione Cripal del 24/07/2009 inerenti l’ammissibilità della spesa Rupar/SPC.
Le decisioni assunte ed esplicitate nei documenti CRIPAL e nei relativi attivi ufficiali trovano il loro concreto avvio negli ultimi mesi del 2009 nell’attivazione delle procedure negoziali per le Aree Vaste secondo quanto prescritto dalla DGR n. 917/2009 che definisce le modalità di finanziamento dei programmi stralcio proposti delle Aree Vaste. In particolare, dando seguito a quanto stabilito dalla delibera in questione, viene attivato il processo per l’individuazione degli interventi attraverso incontri tra le Aree Vaste, l’Autorità di Gestione P.O. FESR 2007-2013, il responsabile dell’Asse I e i rappresentanti del partenariato economico e sociale.
Gli incontri divengono un’importante occasione di confronto sul percorso già condiviso in sede CRIPAL tra Regione Puglia e rappresentanze locali e confermano la piena adesione da parte del territorio alla strategia elaborata dall’Amministrazione regionale. Anche a fronte di tale riscontro e al fine di accelerare l’impegno e la spesa delle risorse finanziarie della linea 1.5, con DGR n.2301 del 30/11/2009 la Giunta regionale delibera di rifinanziare detta linea con ulteriori 52.000.000 €, portando l’ammontare complessivo da 46.173.310 € a 98.173.310 € .
Qui a destra le sezioni del Dossier riguardanti:
- Il modello di governance e di community network della regione
- Il Dispiegamento dell'infrastruttura di Cooperazione regionale
- Le esperienze regionali in tema di ICA
- Il caso Studio della Regione (.pdf)
- Il dossier completo (.pdf)