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Le Community Network nelle Regioni e Province Autonome italiane

Secondo l’analisi condotta dall’Osservatorio ICAR plus, le Community Network (CN), considerate come reti per la governance, sono 15. In ragione delle specificità regionali e delle diverse origini (evoluzioni della RUPAR, reti nate dalla condivisione di sistemi informativi, nell’ambito del tavolo con gli enti locali) le reti sono diverse tra loro e non assimilabili a modelli specifici.

 

Le caratteristiche indagate nell’ambito di questa indagine riguardano:
- La formalizzazione o meno della CN come strumento della governance attraverso atti o documenti

- Gli organi attraverso cui si organizza

- Il numero e la tipologia di enti di cui si compone

- Le funzioni di base

Tavoli di lavoro permanenti e Community Network sui temi dell’e-government

Ente

 Tavoli di coordinamento attivi

P.A. Bolzano

Tavolo con Enti Locali; Tavolo intersettoriale

P.A. Trento

Laboratorio con Università e centri di ricerca; CN di prossima costituzione

Abruzzo

CN:COMNET RA

Basilicata

CN: GIGARUPAR; Tavolo con Enti Locali; Tavolo con CST; Laboratorio con Università

Calabria

Tavoli di  coordinamento provinciali

Campania

Tavolo con Enti Locali; Tavolo con CST; Tavolo con la PA centrale

Emilia Romagna

Lepida; Community Network Emilia-Romagna; Tavolo con Enti Locali

F. V. Giulia

CN Modello FVG; Tavolo con Enti Locali

Lazio

Tavolo con Enti Locali; Tavolo con CST; Tavolo intersettoriale; Tavolo con PA centrale

Liguria

CN;  Tavolo con Enti Locali; Tavolo con CST; Tavolo intersettoriale; Tavolo con PA centrale; Laboratorio con Università

Lombardia

CN; Tavolo con Enti Locali; Tavolo con CST; Tavolo con PA centrale

Marche

CN: RTRM; Tavolo con Enti Locali; Laboratorio con Università

Molise

CN; Tavolo con CST

Piemonte

CN: RUPAR Piemonte; Tavolo con Enti Locali; Tavolo con CST; Laboratorio con Università; Organo per definizione policy di sicurezza; Tavolo DoQUI

Puglia

CN: SPC - RUPAR; Tavolo con Enti Locali; Tavolo intersettoriale; Tavolo con PA centrale

Sardegna

CN: RTR; Tavolo con Enti Locali; Tavolo con PA centrale; Laboratorio con Università; Organo per definizione policy di sicurezza

Sicilia

Tavolo con Enti Locali; Tavolo con CST; Tavolo intersettoriale; Laboratorio con Università

Toscana

CN: RTRT; Tavolo con Enti Locali; Tavolo intersettoriale; Tavolo con PA centrale; Laboratorio con Università

Umbria

CN: Consorzio SIR Umbria

Valle d'Aosta

CN: PARTOUT; Tavolo con Enti Localia; Tavolo intersettoriale

Veneto

CN: OVER Network; Tavolo con CST; Tavolo con PA centrale; Laboratorio con Università

Nota: “CN” è un’abbreviazione per Community Network

Fonte: Osservatorio ICAR plus, 2009

 

Formalizzazione e organi costitutivi. Le Reti formalizzate sono 11. La formalizzazione ha a che fare soprattutto con la “storia” della Rete e spesso la formalizzazione è legata al momento della concreta adesione degli enti. In alcuni casi questa adesione è contestuale alla adesione alla RUPAR – SPC ovvero alla Rete regionale infrastrutturale (Basilicata, Piemonte, Puglia, Sardegna, Veneto) e avviene tramite delibera di giunta, convenzione SPC stipulata con il CNIPA o convenzioni specifiche stipulate dagli enti con la Regione. In altri casi, la Rete è istituita con Legge Regionale e l’adesione degli enti segue con protocolli di intesa e convenzioni specifiche.

Le Reti istituite con Legge Regionale sono sovente legate alla istituzione del sistema informativo regionale condiviso (come è il caso del Friuli Venezia Giulia, della Liguria, dell’Umbria).
Reti non formalizzate generalmente sono reti prevalentemente infrastrutturali e non hanno formalizzazione in quanto manca la necessità di definire ulteriormente il ruolo degli organi organizzativi della rete stessa (comitati direttivi, assemblee, osservatori). Più facilmente hanno tavoli tecnici (come nel caso della Lombardia) o centri tecnici con funzioni di gestione e controllo delle infrastrutture.

Il tavolo tecnico rimane tuttavia, anche per le reti “formalizzate”, uno strumento fondamentale per il conseguimento degli obiettivi della Rete. Le Direzioni tecniche non sono solo tavoli operativi, rappresentano spesso il luogo di sintesi tra le esigenze tecnologiche e le volontà politiche espresse dal territorio, svolgendo un ruolo di monitoraggio e di supporto decisionale e strategico per la programmazione. Gestiscono gli aspetti riguardanti le infrastrutture e servizi della cooperazione applicativa oltre che la sicurezza.

Per quanto riguarda gli altri organi, tra le Community Network indagate, 6 hanno un Comitato-commissione direzionale e 4 una assemblea dei rappresentanti che si riunisce periodicamente. I comitati e le commissioni svolgono ruoli strategici di direzione delle attività correnti e promozione delle attività evolutive. Sono generalmente partecipati da rappresentanti degli Enti Locali e altre categorie di soggetti aderenti (ASL, università enti di ricerca). La funzione strategica riguarda soprattutto gli aspetti evolutivi e la coerenza dell’applicazione del Piano strategico regionale.

L’assemblea è il luogo di incontro allargato ai rappresentanti di tutti i membri. Può svolgere funzioni di indirizzo e soprattutto di proposta al fine di far emergere esigenze e idee da valutare, approvare e sottoporre al comitato guida per l’individuazione delle più opportune modalità operative. Il ruolo di “assemblea della rete” può essere svolto anche dal Consiglio delle Autonomie locali, ove presente, che regola i rapporti generali tra Regione ed Enti Locali. L’organo di tipo assembleare ha la funzione di riunire in un unico contesto tutti i soggetti a vario titolo coinvolti. Trattandosi di un consorzio, la Regione Umbria gestisce la rete interamente nell’ambito dell’Assemblea degli enti aderenti.

In Toscana e Basilicata esiste un Osservatorio. L’“Osservatorio della Rete” ha la funzione di monitorare l’andamento dei servizi telematici sviluppati per favorirne l’efficacia, lavorando di fatto al servizio della Direzione tecnico operativa. In Toscana l’”Osservatorio degli utenti” aggiunge la funzione di promozione della partecipazione dei cittadini ed individuazione delle esigenze della domanda.

La Rete può attivare gruppi di lavoro intersettoriali, come è il caso del Friuli Venezia Giulia con il Centro Regionale di Interoperabilità evoluta con il quale sono definiti e mantenuti i regolamenti del dominio di cooperazione e viene dato supporto agli Enti nella costituzione dei Domini di servizio applicativi e nella predisposizione degli Accordi di Servizio.

Altre Regioni (Emilia Romagna, Liguria) hanno attivato comunità tematiche, legate ciascuna ad un determinato ambito di applicazione per mantenere contatti operativi e aggiornare la conoscenza della Rete, approfondirne i requisiti e fornire informazioni sulle esigenze in termini di servizi e infrastrutture.
Le comunità tematiche della CN della Regione Emilia Romagna hanno, in particolare l’obiettivo di “creare un ambiente di condivisione della conoscenza, scambio e valorizzazione delle esperienze attraverso il contributo di chi effettivamente opera nella messa in esercizio di nuovi servizi”. La CN Emilia Romagna ha attivato anche la Rete di Program Manager, tra gli attori del spiegamento dei progetti di e-government (in particolare i Responsabili di progetto) al fine di condividere la strategia degli interventi e assicurare pianificazione monitoraggio e valutazione dei risultati.

Numero di Community Network per organi di gestione attivati

Numero CN 

Fonte: Osservatorio ICAR plus, 2009.

L’analisi degli organi di gestione della Rete fa comprendere come il livello della “formalizzazione” sia un aspetto importante da un punto di vista organizzativo. Gli organi direttivi e tecnici non sono qualcosa che viene inventato ad hoc ma la sistematizzazione di organi già esistenti dei quali però si riesce a finalizzare e ad organizzare meglio le attività.
Le esigenze e proposte che nascono da singoli Enti Locali possono essere gestite nello stesso modo di quelle che nascono da tavoli tecnici o settoriali (magari per novità nella normativa) garantendo maggiormente che ciascun tavolo agisca in modo coerente agli obiettivi generali e ci sia una migliore circolazione delle informazioni.

Enti aderenti. Aderiscono alle Community Network principalmente Enti Locali. Il fine di una CN è in effetti la capacità di connettere in primo luogo Comuni e Province nella loro totalità. Questa propensione fortemente istituzionale è propria di 9 regioni, le quali collegano il 100% (in alcuni casi approssimativamente) degli Enti Locali.

Ci sono poi altri soggetti che possono entrare a far parte della Community Network, per vari ordini di motivi. Il coinvolgimento delle ASL (lo fanno la Basilicata, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, la Puglia, la Toscana e la Valle d’Aosta) è strategico per la gestione di servizi e applicativi in ambito sanitario, come del resto l’eventuale coinvolgimento dei Centri di servizio per l’impiego per quanto riguarda il sistema lavoro.

Possono essere connesse alla rete le scuole, per garantire connettività e servizi (attualmente lo fa la Valle d’Aosta per l’84% delle scuole e la Basilicata con 10 scuole su 657) o le biblioteche (la Regione Valle d’Aosta, con 43 su 81, la Regione Piemonte 126 su 1027, la Basilicata per ora con una biblioteca). Possono essere connessi gli Enti Parco. L’adesione di università e centri di ricerca aggiunge valore strategico alla Rete laddove tali collaborazioni si sostanzino anche di progetti di ricerca portati avanti in comune. Intrattengono questo tipo di rapporti, ad esempio, la Regione Basilicata, la Regione Liguria, la Regione Toscana, il Piemonte, la Valle d’Aosta.

Sempre nell’ottica della collaborazione, l’adesione alla rete delle società in house o altri fornitori con i quali si discutono e condividono standard e soluzioni è un interessante indice delle potenzialità di entrare in contatto con il tessuto produttivo e diffondere anche in questo contesto principi condivisi, standard e regole.

 

Enti Locali connessi alle Community Network regionali in valori assoluti e percentuali

Ente

Comuni

% su tot

Province

% su tot

Comunità montane

% su tot

Unioni Comuni

% su tot

Regione Abruzzo

305

100%

4

100%

19

100%

0

0%

Regione Basilicata

131

100%

2

100%

14

100%

-

-

Regione Emilia Romagna

341

100%

9

100%

18

100%

0

0%

Regione Friuli Venezia Giulia

219

100%

4

100%

4

100%

1

20%

Regione Liguria

54

23%

4

100%

7

32%

-

-

Regione Lombardia

1546

100%

12

100%

30

100%

57

100%

Regione Marche

246

100%

4

100%

13

100%

2

100%

Regione Molise

129

95%

2

100%

10

100%

0

0%

Regione Piemonte

351

29%

8

100%

52

93%

0

0%

Regione Puglia

257

100%

5

83%

1

100%

0

0%

Regione Sardegna

nd

nd

nd

nd

nd

nd

nd

nd

Regione Toscana

287

100%

10

100%

14

100%

4

100%

Regione Umbria

92

100%

2

100%

9

100%

1

100%

Regione Valle d'Aosta

74

100%

0

0%

8

100%

-

-

Regione Veneto

7

1%

7

100%

0

0%

-

-

Fonte: Osservatorio ICAR plus, 2009

Altri enti connessi alla Community Network sul totale enti

Ente

ASL

Università

Enti di ricerca

Scuole

Biblioteche musei

Parchi e riserve naturali

Centri per l'impiego

Società in house

Fornitori

Altro

Regione Abruzzo

6

3

1

Regione Basilicata

4

1

1

10

1

1

8

77

Regione Emilia Romagna

Regione Friuli Venezia Giulia

7

1

1

Regione Liguria

7

2

5

1

1

28

Regione Lombardia

49

Regione Marche

16

2

10

5

13

15

Regione Molise

1

20

Regione Piemonte

25

2

94

126

34

37

27

Regione Puglia

14

2

2

5

42

Regione Sardegna

Regione Toscana

16

5

2

1

10

Regione Umbria

5

1

6

Regione Valle d'Aosta

1

1

26

43

1

12

Regione Veneto

23

1

2

7

2

Fonte: Osservatorio ICAR plus, 2009.

Funzioni. Si è accennato alle funzioni base di una Community Network, a partire dagli aspetti di connettività infrastrutturale. La costruzione della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione, che ha poi trovato espressione nel modello SPC, e il parallelo lavoro delle Regioni in favore dello sviluppo di reti regionali di interconnessione a livello territoriale legate alla rete nazionale (RUPAR – SPC), ha un ruolo strategico non solo nel rendere possibile un interscambio più efficace ed estendere le opportunità di accesso, ma anche per stabilire nuovi rapporti tra i soggetti connessi, in termini evolutivi dell’infrastruttura stessa ma in un senso anche più ampio.
Quasi tutte le reti hanno una funzione di connettività infrastrutturale a cui aggiungono servizi standard e interscambio.

Funzioni della community network regionale

 govefunzioni

Fonte: Osservatorio ICAR plus, 2009

Alcune reti nascono proprio da questo livello infrastrutturale a cui hanno aggiunto o stanno aggiungendo altre funzioni organizzative. Evocano la RUPAR anche nel nome, infatti, le CN della Regione Basilicata, del Piemonte, delle Marche e della Puglia. Anche la CN della Regione Veneto nasce per realizzare l’infrastruttura OVER Network sul territorio. La Regione Abruzzo ha una rete per il momento solo infrastrutturale.
Per alcune Regioni è stata l’istituzione del sistema informativo regionale aperto agli enti del territorio a determinare la necessità di formalizzare un luogo per la gestione della governance territoriale e a partire da questo nucleo si è sviluppata la Rete. Ad esempio, la Rete modello FVG – la Community Network della Regione Friuli Venezia Giulia - nasce con la Legge Regionale n. 22 del 1972, attorno alle esigenze di definire un modello di coordinamento e collaborazione con gli Enti Locali che ruotasse attorno alla istituzione e condivisione del sistema informativo.
Nel caso del Consorzio SIR Umbria, istituito con la Legge Regionale del 31 luglio 1998 n.27, lo sviluppo del sistema informativo regionale ha configurato la necessità di individuare nuove sedi per la relazione tra i soggetti sul territorio. Attorno all’istituzione del sistema informativo regionale si sviluppa anche la Rete della Liguria con il SIIR considerato in base alla Legge regionale . 42 del 2006  lo strumento attuativo per lo sviluppo integrato sul territorio regionale dell’ICT.
Nascono dalla Legge Regionale che ne definisce dettagliatamente le funzioni la Community Network della Regione Emilia Romagna e la Rete Territoriale della Regione Toscana. Tali Reti si distinguono, oltre che per le numerose funzioni che hanno in capo, anche per la solidità sperimentata nella costruzione delle relazioni (che valorizza e riassume pregresse convenzioni, relazioni e tavoli) e la qualità dell’animazione e partecipazione generata.
Al di là della connettività e della condivisione di sistema informativo, le funzioni delle CN sono legate al tema della cooperazione applicativa : la Rete può avere un ruolo importante nella definizione di standard e nella predisposizione del dispiegamento di porte di dominio e l’implementazione di servizi. Funzioni di cooperazione allargata sono quelle che prevedono il riuso (9 regioni), la partecipazione a bandi (6 regioni), l’elaborazione di progetti (7 regioni) e più in generale la condivisione del raggiungimento degli obiettivi dei piani strategici territoriali (9 regioni), la formazione (6 regioni).